Skip to content

Non siamo entrati in Comunità Solare per un coupon

Ma siamo entrati per sentirci parte di una comunità che condivide l’energia come bene comune

All’inizio è stato semplice. Comunità più piccole, sponsorizzazioni sufficienti, un fondo di welfare energetico che permetteva di restituire ogni mese ai cittadini solari un contributo economico sotto forma di coupon. Era una leva importante, concreta, immediata. E ha funzionato. Poi, nel 2024, l’ecosistema è cresciuto. Abbiamo investito per aggiornare la piattaforma tecnologica, rendere gli smart meter interoperabili, costruire una comunità energetica capace di dialogare con imprese e pubblica amministrazione. Nel frattempo, le sponsorizzazioni non sono state sempre regolari. Il fondo si è assottigliato e siamo stati costretti a sospendere l’erogazione del welfare.

Questo ha generato delusione, sfiducia, malumori. È comprensibile. Vedere il premio contabilizzato ma non redistribuito può sembrare una promessa non mantenuta, come una pensione che non arriva dopo aver “acquistato” lo smart meter. Ma oggi Comunità Solare sta entrando in una nuova fase. Con la tecnologia che abbiamo installato, ora ci vediamo. Cittadini, imprese, Comuni sono finalmente connessi in tempo reale all’ecosistema.

Possiamo condividere davvero un bene comune: l’energia. Partecipare a Comunità Solare non significa sfruttare Pandora per le sue ricchezze. Significa scegliere di farne parte, contribuendo a un’economia di condivisione che rende l’energia accessibile a tutti, migliora il rating ESG delle imprese e rafforza le comunità locali. La premialità economica tornerà. Ma sarà il risultato di una partecipazione più matura, di imprese che credono nel progetto, di una community che condivide non per convenienza, ma per visione.

Siamo entrati in Comunità Solare per condividere. I numeri aiutano a capire meglio delle parole. Il grafico che pubblichiamo in questa pagina racconta come il fondo di welfare energetico di Comunità Solare sia stato effettivamente redistribuito ai cittadini solari nel tempo. A fronte di un contributo iniziale di 400 euro per dotarsi dello smart meter e partecipare all’ecosistema, 448 cittadini solari hanno già ricevuto complessivamente 56.513 euro di premialità. Il 5% ha superato i 400 euro, il 13% i 200 euro, il 30% i 100 euro. Quasi tre cittadini su quattro ha ricevuto oltre 50 euro, mentre il restante 29% importi inferiori. Le premialità non sono una rendita garantita, né un rimborso automatico. Sono il risultato di un ecosistema che funziona quando c’è produzione condivisa, partecipazione e sostegno economico da parte delle imprese sponsor.

Le premialità continueranno a essere erogate quando il fondo lo consente, in modo perequativo, uguale per tutti i membri della stessa comunità, e con una quota solidale destinata anche alle comunità meno coperte. La vera restituzione non è solo economica. È l’accesso a un bene comune, visibile, misurabile e condiviso. Ed è da qui che il welfare energetico riparte.

Torna su